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Pelagio delle Asturie
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mwbqPelagio di Fafila (Don Pelayo in spagnolo, Pelai in catalano, Paio in galiziano, Pelayu in asturiano e Pelágio in portoghese; 690 circa – Cangas de Onís, 737), è stato un condottiero asturiano dell'VIII secolo, animatore di un'insurrezione contro il governo musulmano e, dopo la vittoria di Covadonga, fondatore del regno delle Asturie.

Figlio del duca mwcaFavila, è considerato il capostipite, grazie al matrimonio della figlia mwcqErmesinda da cui trassero origine le varie famiglie che governarono i regni successivi al principato, dell'attuale casa reale spagnola.

Contents

Note

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Tra storia e leggenda

È probabile che si tratti di un personaggio storico realmente esistito, ma le fonti sulla sua figura sono relativamente scarse: quelle mwdgcristiane, come le mwdwCrónicas di mweaAlfonso II del mweqX secolo, sono tarde, mentre quelle mwegmusulmane, più vicine agli avvenimenti, tendono tuttavia a diminuirne l'importanza, ma non a negarne l'esistenza.

A causa della scarsità delle fonti si è formata una mwfaleggenda circa la sua figura: si ignora il suo luogo di nascita, ma gli è stata attribuita, per probabili motivi di prestigio, un'origine mwfqgaliziana, mwfgasturiana, mwfwcantabrica o finanche mwgacordovana. Si sarebbe trattato di un membro dell'mwgqaristocrazia locale mwggvisigota, o comunque di un individuo di origine visigota in grado di avere influenza fra gli Asturiani. Inoltre alcune fonti citano una parentela con i duchi di Cantabria attraverso il padre Favila, il quale viene citato dal Settipani come "figlio del conte Agila, zio paterno e cugino materno di mwgwPietro di Cantabria".

Origine

Secondo la leggenda, Pelagio era un nobile, figlio del duca Favila e nipote del re mwhgvisigoto mwhwChindasvindo; secondo il mwiaprincipe dei mwiqgenealogisti spagnoli, mwigLuis de Salazar y Castro, nella sua mwiwHistoria Genealógica de la Casa de Lara, Volume 1 riporta che Pelagio era figlio del duca di Cantabria, Favila, fratello del mwjaRe dei Visigoti, mwjqChindasvindocite-ref-1[1]; anche la mwkgCronica de Alfonso III conferma che Pelagio era figlio di Favila, di stirpe realecite-ref-alfonso-2-0[2]; mentre il mwlwCHRONICON ALBELDENSE riporta che Pelagio era figlio di Veremondo e nipote del mwmaRe dei Visigoti, mwmqRodericocite-ref-albeldense-3-0[3].

mwnwFavila, secondo le mwoaEuropäische Stammtafeln (non consultate) era figlio di mwoqTeodofredo (ca. mwog645-mwow702)cite-ref-f-fila-4-0[4], che, secondo la mwqaCRONICA ROTENSIS, durante il regno del mwqqRe dei Visigoti, mwqgEgica, per ordine del re, fu accecatocite-ref-rotensis-5-0[5], per impedirgli di poter essere pretendente al tronocite-ref-6[6]. Favila secondo il mwswDe Rebus Hispaniæ, III (non consultato) era duca di mwtaCantabriacite-ref-f-fila-4-1[4], e, durante il regno di mwuqWitiza, per ordine del re, fu ucciso, come riporta anche, lo storico mwugRafael Altamiracite-ref-7[7], e, che, dopo il mwvw687, aveva sposato RiciloTeodofredo da Ricilo aveva avuto anche un altro figlio: mwwaRoderico (ca. mwwq688-ca. mwwg711), futuro re dei Visigoticite-ref-rotensis-5-1[5].

Biografia

Prima della rivolta

Pelagio, secondo la mwzwCRONICA ROTENSIS, era stato in gioventù un armigero al servizio dei re Witiza e Rodericocite-ref-rotensis-5-2[5], e, secondo il mwbaCHRONICON ALBELDENSE, fu espulso da Toledo da Witizacite-ref-albeldense-3-1[3]; rientrato a Toledo, dopo la morte di Witiza, forse fece parte della guardia personale del re, Roderico, e in tale veste avrebbe combattuto nella mwcqbattaglia del Guadalete nell'aprile o nel maggio del 711. Dopo la sconfitta si sarebbe rifugiato a mwcgToledo e, alla caduta della città (711-712) nelle mani di mwcwṬāriq ibn Ziyād, mentre altri fuggivano in mwdaFrancia, egli, secondo la mwdqCronica de Alfonso III, si sarebbe diretto verso le Asturiecite-ref-alfonso-2-1[2]; anche la mwegCRONICA ROTENSIS, conferma che, dopo l'invasione mwewmusulmana, Pelagio, assieme alla sorella Ormesinda, si rifugiò nelle Asturiecite-ref-rotensis-5-3[5], dove forse possedeva delle terre.

Le prime incursioni mwgqarabe nel nord furono quelle di mwggMūsā ibn Nuṣayr, mwgwmwhawālī di mwhqal-Andalus tra il 712 e il 714; Mūsā si era diretto nelle mwhgAsturie occupando mwhwLeón, mwiaAstorga e mwiqZamora ed era arrivato sino a mwigLugo, occupando tutta la mwiwGaliziacite-ref-espagne-8-0[8]; aveva occupato i territori che confinavano a sud con le Asturie e addirittura si fece strada fino a mwkaGijón, che riuscì a conquistare, nominando governatore il mwkqmusulmano mwkgMunuza, compagno d'armi di mwkwṬāriq b. Ziyādcite-ref-rotensis-5-4[5].

Pelagio fu inviato a Cordova da Munuza con un incarico, ma quando ritornò nelle Asturie, scoprendo che la sorella era divenuta la moglie di Munuza, manifestò apertamente la sua contrarietà, per cui Munuza avrebbe inviato il generale mwmqAl Qama (Alqama) e il vescovo Oppas, uno dei figli di Witiza, che catturarono e condussero Pelagio a mwmgCordova, da dove riuscì a fuggire per ritornare nelle mwmwAsturie, come riportato dalla mwnaCRONICA ROTENSIScite-ref-rotensis-5-5[5].

La rivolta

Nelle Asturie, come riporta ancora, lo storico mwsaRafael Altamira, si erano rifugiati, con i resti dei loro eserciti sconfitti, alcuni nobili visigoti, che avevano eletto a loro capo, Pelagiocite-ref-altamira-10-0[10], che avrebbe guidato una sollevazione, rifugiandosi sulle montagne, come riporta anche il mwtqCHRONICON ALBELDENSEcite-ref-albeldense-3-2[3]. Munuza avrebbe inviato ancora il generale mwugAl Qama e il vescovo Oppas a sottomettere i rivoltosi, ritiratisi nella zona dei mwuwPicos de Europa: incontrati i cristiani nella valle di Cangas, sarebbe avvenuta la mwvabattaglia di Covadongacite-ref-11[11], che secondo Altamira avvenne nel 718cite-ref-altamira-10-1[10], mentre secondo altri storici avvenne nel 722.

Secondo le fonti cristiane Pelagio avrebbe messo in fuga i musulmani e dopo la vittoria fu eletto recite-ref-12[12], mentre i cronisti arabi affermano che fu Pelagio a essere messo in rotta e che avesse raccolto una forza di soli trecento uomini, i quali dopo la sconfitta, ridotti a trenta, si sarebbero rifugiati nelle caverne delle montagne assieme a dieci loro donne, senza costituire alcun pericolo, come riporta la mwygAjbar Machmuâ: crónica anónima, che, riferendosi all'anno 728, cita la presenza di Pelagio, che, nelle mwywAsturie, con un nucleo di seguaci, controllava una parte del territoriocite-ref-13[13].

La rivolta di Pelagio nel 722 non avrebbe mai avuto successo da sola, visto che l'esercito arabo era assai più forte. Nel ricevere però le notizie di Covadonga, Pietro di Cantabria si unì alla lotta con tutte le forze del ducato di Cantabria. Anche molti nobili visigoti e la popolazione cristiana della Spagna assoggettata emigrarono verso settentrione per unirsi alla rivolta di Pelagio.

La riconquista di Gijón

mw1aGijón era probabilmente la capitale della provincia araba della quale facevano parte le Asturie, governata da Munuza. Dopo la sconfitta subita a Covadonga Munuza, con la sua guarnigione, probabilmente per timore che gli abitanti di Gijón potessero unirsi alla rivolta, sarebbero fuggiti precipitosamente verso il Leon; ma giunti in un luogo chiamato mw1qClacliensem furono sconfitti e tutti uccisi, incluso Munuzacite-ref-14[14]; anche la mw2gCronica de Alfonso III riporta la sconfitta e morte di Munuza nella località di Olialescite-ref-15[15]; Pelagio quindi si sarebbe impadronito della città senza apparente difficoltà.
Al divulgarsi della notizia della presa di Gijón molti cristiani si sarebbero uniti all'esercito di Pelagio, dissuadendo i musulmani dal tentativo di riprendere il possesso della città e delle zone a sud.

La morte

Pelagio, che non si proclamò mai re, stabilì il governo e la corte a mw4gCangas de Onís, dove morì nel 737, dopo diciannove anni di regno, e fu sepolto nella chiesa di Santa Eulalia a Abamia (mw4wterritorio Cangas in ecclesia Sanctæ Eulaliæ de Velapnio), che egli aveva fondato nei dintorni di Cangas de Onís, come riporta il mw5aSebastiani Chroniconcite-ref-sebastiani-16-0[16]. Alla sua morte gli succedette il figlio mw6qFavilacite-ref-sebastian-17-0[17].

In seguito i suoi resti, assieme a quelli della moglie e della sorella, furono traslati da mw7wAlfonso X nella mw8aSanta grotta di Covadonga, come riportato dalla seguente incisione riportata sulla lapide:

Matrimonio e figli

Pelagio aveva sposato Gaudiosa, di cui non si conoscono gli ascendenti, citata nel mw9gSebastiani Chroniconcite-ref-sebastiani-16-1[16]. Pelagio dalla moglie Gaudiosa ebbe due figlicite-ref-pelayo-18-0[18]cite-ref-pelayo-19-0[19]:

• mwaquFavila (ca. mwaqy715-mwaqc739), re (principe) delle Asturiecite-ref-sebastian-17-1[17];
• mwaq0Ermesinda (ca. mwaq4720-?), regina consorte delle Asturie come riporta il mwaq8CHRONICON ALBELDENSE in cui è citata come mwaraBermisindamcite-ref-20[20].

Note

cite-note-11. mwars(mwarwmwar0ES) Luis de Salazar y Castro, mwar4mwar8Historia Genealógica de la Casa de Lara justificada con instrumentos, y escritores de inviolable fe, en la Imprenta Real, por Mateo de Llanos y Guzman, 1696. mwasaURL consultato il 1º luglio 2024.
cite-note-alfonso-22. mwasyKing of Asturias and Leon University of California Libraries, Bishop of Salamanca Sebastián e Zacarías García Villada, mwascmwasgCronica de Alfonso III;, Madridmwask : Est. tip. Sucesores de Rivadeneyra, 1918. mwasoURL consultato il 1º luglio 2024.
cite-note-albeldense-33. mwati807?-849 Harvard University, mwatmmwatqOpera omnia, Parisiismwatu : Garnier, 1879. mwatyURL consultato il 1º luglio 2024.
cite-note-f-fila-44. mwatwmwat0mwat4ASTURIAS, LEON KINGS, su mwat8fmg.ac. mwauaURL consultato il 1º luglio 2024.
cite-note-rotensis-55. mwau4(mwau8mwavaES,mwave mwaviLA) Clásicos de Historia, mwavmmwavqCrónica de Alfonso III.
cite-note-66. Durante tutto l'alto medioevo, non solo per i Visigoti, la cecità era un indiscutibile impedimento per poter accedere al trono.
cite-note-77. Rafael Altamira, "La Spagna sotto i Visigoti", in "Storia del mondo medievale", vol. I, 1999, pag. 768
cite-note-espagne-88. mwav4Muḥammad ibn ʿUmar ibn ʿAbd al-ʿAzīz al-Andalusī al-Qurṭubī (09-0977) Auteur du texte Ibn al-Qūṭiyyaẗ, mwav8mwawaHistoire de la conquête de l'Espagne par les Musulmans / traduite de la Chronique d'Ibn el-Kouthya par M. A. Cherbonneau,..., 1857. mwaweURL consultato il 1º luglio 2024.
cite-note-91. Anche durante la conquista da parte dell'esercito musulmano, il nord-est continuò a essere governato da mwawuispano-romani e mwawyvisigoti, in accordo con i conquistatori.
cite-note-altamira-1010. Rafael Altamira, "Il califfato occidentale", in "Storia del mondo medievale", vol. II, 1999, pag. 477
cite-note-1111. mwaw8(mwaxamwaxeES,mwaxi mwaxmLA) Clásicos de Historia, mwaxqmwaxuCrónica de Alfonso III, pp.mwaxy mwaxc20-21 (n. 10).
cite-note-1212. Rafael Altamira, "Il califfato occidentale", in "Storia del mondo medievale", vol. II, 1999, pag. 478
cite-note-1313. mwax4(mwax8mwayaES) mwayemwayi#ES Ajbar Machmuâ: crónica anónima, pagg. 38 e 39, su mwaymbabel.hathitrust.org.
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cite-note-1515. mwazm(mwazqmwazuLA) mwazymwazc#ES Cronica de Alfonso III, pag. 66, nº 11, su mwazgarchive.org.
cite-note-sebastiani-1616. mwaz4(mwaz8mwaaaLA) mwaaemwaai#ES España sagrada. Volumen 13, Sebastiani Chronicon, pag. 483, su mwaambooks.google.es.
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cite-note-2020. mwacq(mwacumwacyLA) mwaccmwacg#ES Anastasii abbatis opera omnia, CHRONICON ALBELDENSE, colonna 1137 A, su mwackarchive.org.

Bibliografia

Fonti primarie

• mwac4(LA) #ES España sagrada. Volumen 13, su books.google.es.
• mwada(LA) mwadeAnastasii abbatis opera omnia.
• mwadm(LA) CRONICA ROTENSIS), su archive.org.
• mwadu(LA) Cronica de Alfonso III, su archive.org.
• mwadc(FR) #ES Histoire de l'Afrique et de l'Espagne, Volume 2, su archive.org.
• mwadk(ES) #ES Historia Genealógica de la Casa de Lara, su books.google.it.
• mwads(ES) Ajbar Machmuâ: crónica anónima, su babel.hathitrust.org.

Letteratura storiografica

• mwad8Rafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in La fine del mondo antico, collana «Storia del mondo medievale», I volume, 1999 [1978], pp. 743–779, SBN RAV0065633.
• mwaeiRafael Altamira, Il califfato occidentale, in La fine del mondo antico, collana «Storia del mondo medievale», II volume, 1999 [1978], pp. 477–515, SBN RAV0065633.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Pelayo, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Pelagio delle Asturie, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citerefgec(CA) Pelagio delle Asturie, su Gran Enciclopèdia Catalana, Grup Enciclopèdia Catalana.
• citerefdbe(ES) Pelagio delle Asturie, in Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia.
• citerefgoodreads(EN) Pelagio delle Asturie, su Goodreads.
• mwafq(ES) De nuevo sobre don Pelayo y los orígenes de la Reconquista, su e-spacio.uned.es (archiviato dall'url originale il 15 agosto 2011).
• mwafy(ES) La web de las biografias - Pelayo. Rey de Asturias (¿-737), su mcnbiografias.com.
• mwafg(EN) Foundation for Medieval Genealogy: KINGS of ASTURIAS 718-914 - PELAYO, su fmg.ac.
• mwafo(EN) Genealogy: Iberia 1 - King Pelayo of Asturias, su genealogy.euweb.cz.